Strade sono in mano ai baby-boss?
Di Guglielmo Bonanno
Oregina, Genova. Un tempo quartiere popolare e vivo, oggi ennesimo palcoscenico di una deriva criminale giovanile che non ha più nulla da invidiare alle logiche mafiose. L’ultimo, agghiacciante episodio di cronaca certifica un’emergenza sicurezza che le istituzioni continuano colpevolmente a sottovalutare: un sedicenne è stato pestato a sangue e rapinato in piena strada. La sua imperdonabile “colpa”? Aver collaborato con le forze dell’ordine e aver infranto l’omertà.
I fatti, risalenti ai primi di settembre ma venuti alla luce ora con l’arresto dei responsabili, fanno rabbrividire. Il ragazzino aveva precedentemente riferito ai Carabinieri di aver acquistato o ricevuto droga da due coetanei di 17 anni. La risposta di questi ultimi non si è fatta attendere e si è materializzata in una vera e propria spedizione punitiva. Affrontato per strada, il sedicenne è stato bersagliato di calci e pugni con una ferocia inaudita, tanto da finire al pronto soccorso dell’ospedale Galliera con lesioni giudicate guaribili in ben 30 giorni. Un mese di prognosi per una violenza brutale e cieca.
Ma il pestaggio non bastava. In puro stile estorsivo, i due diciassettenni genovesi hanno preteso mille euro come “risarcimento” per aver fatto i loro nomi ai militari. Una tassa sul silenzio, un pizzo per aver osato sfidare il potere dei nuovi piccoli ras del quartiere. A completare l’opera, la vile rapina: portafogli, catenina d’argento e telefono cellulare sottratti alla vittima ormai a terra.
I Carabinieri della Stazione di San Teodoro e Scali hanno fatto il loro dovere. Analizzando le telecamere di videosorveglianza della zona (sempre troppo poche per un reale controllo del territorio) e raccogliendo testimonianze, sono risaliti ai due aggressori. Durante le perquisizioni, a dimostrazione di una sensazione di impunità disarmante, il portafogli della vittima è stato trovato comodamente a casa di uno dei due baby-criminali. Oggi si trovano nel carcere minorile di Torino, accusati di rapina in concorso, tentata estorsione e lesioni personali, su ordinanza del gip del Tribunale per i minorenni.
Giustizia è fatta? Solo in apparenza. La domanda che “Liguria Nuova” pone oggi con forza è: in che città stiamo vivendo? Come possiamo tollerare che ragazzini di 17 anni applichino metodologie da criminalità organizzata per imporre l’omertà nei nostri quartieri? Il senso di insicurezza a Genova è palpabile, le famiglie hanno paura e le strade sono sempre più ostaggio di giovani sbandati che si sentono padroni assoluti, pronti a massacrare chiunque osi alzare la testa o rivolgersi allo Stato.
Non si tratta più di “ragazzate” o di bullismo. Qui parliamo di spaccio, ritorsioni violente ed estorsioni. Serve una presa di coscienza immediata e un presidio del territorio drastico e senza sconti, prima che Oregina e l’intera Genova si trasformino definitivamente in una terra di nessuno dove a dettare legge è la prepotenza della strada.
